I beta-bloccanti causano disfunzione erettile?
Possono contribuire, ma meno spesso di quanto si pensi — e non tutti allo stesso modo. I beta-bloccanti sono farmaci per la pressione alta, l'angina, l'aritmia e lo scompenso cardiaco. In alcuni uomini sono associati a disfunzione erettile (DE), soprattutto quelli più vecchi come propranololo e atenololo. Una parte importante dei disturbi, però, nasce dall'aspettativa: chi sa di poterli avere li riferisce molto più spesso. Il nebivololo, che dilata i vasi tramite l'ossido nitrico, risulta neutro o persino favorevole per l'erezione. Il beta-bloccante non va mai sospeso da soli: se l'erezione peggiora, se ne parla con il medico, che può cambiare principio attivo.
Quali beta-bloccanti si usano in Italia?
I più prescritti sono metoprololo (per esempio Seloken), bisoprololo (Concor, Congescor), atenololo (Tenormin), propranololo (Inderal), carvedilolo e nebivololo (Nebilox, Lobivon). Il metoprololo è un beta-bloccante comunemente prescritto che può essere associato alla disfunzione erettile in alcuni uomini. Le differenze tra i principi attivi contano: selettività sul cuore, effetto sui vasi e durata d'azione cambiano anche il profilo degli effetti indesiderati.
Quanto è frequente il problema?
Gli studi danno numeri molto diversi, perché l'ipertensione stessa danneggia i vasi e causa DE. Uno studio pubblicato sull'European Heart Journal (2003) lo ha mostrato bene: tra uomini trattati con atenololo, riferiva disturbi dell'erezione circa il 3% di chi non conosceva il farmaco, il 16% di chi ne conosceva il nome e il 31% di chi era stato informato di questo possibile effetto. Il disturbo è reale, ma in molti casi l'attesa pesa quanto il farmaco.
Perché il nebivololo è diverso?
Oltre a rallentare il cuore, il nebivololo stimola la produzione di ossido nitrico nella parete dei vasi, lo stesso segnale che avvia l'erezione. Negli studi di confronto con metoprololo o atenololo ha mostrato un effetto neutro o migliore sulla funzione erettile. Per questo è spesso la prima alternativa quando un uomo in terapia con un beta-bloccante lamenta problemi di erezione.
Cosa fare se si sospetta il farmaco?
- Non interrompere il beta-bloccante di propria iniziativa: la sospensione brusca può scatenare tachicardia, angina o un rialzo pressorio.
- Segnalare al medico da quando è comparso il disturbo e se è iniziato con il farmaco.
- Valutare con lui un cambio di principio attivo (spesso verso il nebivololo) o di classe.
- Curare anche gli altri fattori: peso, fumo, attività fisica — le modifiche dello stile di vita migliorano sia la pressione sia l'erezione.
Si possono prendere Viagra o Cialis con un beta-bloccante?
In genere sì: sildenafil (Viagra) e tadalafil (Cialis) sono compatibili con i beta-bloccanti, a patto che la pressione sia stabile. Sono invece vietati con i nitrati. I dettagli sulla combinazione sono in Viagra e beta-bloccanti; le altre cause farmacologiche sono raccolte in Cause della disfunzione erettile.
Fonti
- Silvestri A et al. – Report of erectile dysfunction after therapy with beta-blockers is related to patient knowledge of side effects and is reversed by placebo. European Heart Journal, 2003.
- European Society of Cardiology / ESH – Linee guida sulla gestione dell'ipertensione arteriosa.
- Riassunti delle caratteristiche del prodotto (AIFA) di metoprololo, atenololo e nebivololo.



